Il passo sostenibile dell'inizio
- Letizia De Rosa
- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min

La scorsa settimana scrivevo che serve tempo.
Serve tempo a volte anche per il primo passo, per gli inizi, per far si che qualcosa si sblocchi, per cambiare.
E se a volte gli inizi ci entusiasmano, sono il carburante che alimenta la voglia di fare e progettare, è vero anche che spaventano, che ci bloccano, che creano ansie e disagi tali per cui risulta quasi impossibile fare una mossa, perdere l'equilibrio, venir fuori da una bolla di immobilità.
Quell'incapacità di fare può essere legata alla mancanza di direzione. Non sappiamo dove andare, non sappiamo quali singoli passi fare. In altri casi, invece, immaginiamo l'inizio come una montagna gigantesca, qualcosa di così faticoso da perderci ancora prima di partire.
Ma perché ci comportiamo così? Forse semplicemente, diversi e complessi come siamo, oltre ad associare alla parola inizio il concetto di principio, di avviare qualcosa, pensiamo che per iniziare sia necessario, ad esempio:
avere tutto chiaro
avere il giusto tempo per fare le cose ben fatte
avere la giusta energia e motivazione, avere tutto in ordine
aver immaginato tutti gli scenari tali da aver chiaro come andrà a finire.
Sembra una lista di elementi fondamentali, in assenza dei quali si resta in stand-by: in attesa di una versione migliore e più pronta di noi, più matura. Peccato che sia proprio l'inizio a permetterci, spesso, di aggiungere tasselli al nostro puzzle di esperienze e competenze, e di aggiungere strumenti utili alla nostra cassetta degli attrezzi.
Ecco allora che inizia il viaggio accanto alla sindrome dell'impostore, alla quale si aggiunge la voglia o l'esigenza di procrastinare, falliamo ancora prima di iniziare, o tendiamo al perfezionismo, ad aggiungere nuove promesse, impegni ai quai appigliarci per continuare a non affrontare quel qualcosa che ci blocca.
Quando si parla di tempo, della famosa gestione del tempo, si tende allora a dare un tempo all'inizio, alla fine, un tempo di monitoraggio, così da mettere fretta a un certo punto, far sentire la pressione della scadenza, in alcuni casi riuscendo a sbloccare, e in altri alimentando la frustrazione.
Oggi facciamo diversamente!
Cosa vuol dire per te "iniziare"? Metti da parte la data di inizio e di fine, e ragiona su cosa voglia dire iniziare. Definisci cosa voglia dire concretamente, in pratica, come si concretizza un inizio, associato a una qualsiasi attività.
Esercizio.
Se sei in una fase di blocco, se inizi svariate volte la stessa attività (ma solo nella tua testa), se continui a rimandare, se continui a perfezionare:
scegli quel qualcosa che stai rimandando (parti da una cosa sola, tengo molto a una cosa alla volta)
rispondi per iscritto a questa domanda: in questo caso iniziare significa per me... (prova a mettere per iscritto di cosa si compone davvero l'inizio di un'attività, ogni singolo passaggio o più fasi ad esempio)
da quella definizione, prendi l'attività più semplice, o quella più veloce, o addirittura quella più piccola che possa semplificare l'inizio di un'attività che invece ritieni complessa.
Sarà proprio questo l'inizio, quel passo sostenibile che disinnesca la complessità e la pressione.
“The Scientist” – Coldplay “Nobody said it was easy No one ever said it would be this hard”
Nessuno ha detto che sarebbe stato facile. Ma nemmeno che dovesse essere perfetto.
Credo che ragionare sull’inizio non significhi perdere tempo, ma tornare al punto in cui puoi davvero muovere un passo, venir fuori dalla bolla in cui ti nascondi, e che ti mantiene in una condizione di immobilità. Il tempo passa comunque ... vale la pena allora scegliere se aspettare o fare il primo passo possibile e davvero sostenibile per te.
E questa statua regalata alla mia terra d'origine, anche se ferma, parla proprio di un viaggio, il dedicare tempo e spazio al movimento intenzionale, evidenziando che l’inizio (il famoso anno che verrà) non sempre “capita”, ma che sia necessario andare a prenderlo (andarlo a cercare), anche quando non si è pronti.
Buona settimana, ma soprattutto, buon inizio, anche se imperfetto.
Leti






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