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Il tempo che regge

Si vivesse solo di inizi … sarebbe un continuo mix di adrenalina, voglia di fare, entusiasmo, anche un po’ di paura, di ansia, di “aiuto come si fa”.


Inevitabilmente, però, l’entusiasmo può venir meno, così come la voglia di fare, lasciandoci nel bel mezzo dell’attività, in preda al dubbio amletico del “continuo oppure mi fermo (ma chi me lo fa fare!)?”. Questo potrebbe portarci ad andare avanti ma in maniera discontinua, facendo fatica, o addirittura portandoci ad abbandonare perché non reggiamo più il peso dell’impegno, i ritmi, le richieste, alla costanza, le difficoltà.


Cosa significa reggere?

A me fa venire in mente “tenere botta”, resistere, cercare di mantenere un equilibrio, continuare a provare, cadere e provare a rialzarsi, o restare a terra ma continuando a muoversi.


Nel parlare di organizzazione capita di ideare sistemi che funzionino in condizioni ideali: quando dormiamo bene, quando siamo lucidi, quando non abbiamo interruzioni, quando tutto va secondo i piani. Dimentichiamo che la vita, nei suoi molteplici aspetti, parlo quindi di lavoro, relazioni, stanchezza, distrazioni, giornate storte, giornate vuote, non è sempre perfetta o come la vorremmo. Alla gestione del tempo colleghiamo allora il concetto che bisogna ottimizzare, fare meglio e di più riducendo sforzi, andare più veloci.


Pensi mai, invece, a quanto l’organizzazione che funziona davvero sia quella che regge nel tempo?


Il modo in cui usi il tuo tempo, regge anche quando:

  • una giornata salta?

  • una promessa non viene mantenuta?

  • l’energia è poca?

  • la testa è piena di tanto altro?


E allora, c’è più bisogno di ottimizzare, incastrare, migliorare, rendere efficiente per “fare di più”, o sarebbe meglio fare in modo che ciò che facciamo stia in piedi, sia sostenibile e ci permetta continuità?


Esercizio.


Prendi una cosa che hai iniziato da poco (un progetto, una routine, un’abitudine, un cambiamento) e rispondi per iscritto a queste tre domande (con estrema trasparenza):


  1. cosa riesci a fare di questo anche nelle giornate no?

  2. cosa richiede più energia di quanta ne hai davvero?

  3. se dovessi ridurlo del 20-30%, cosa resterebbe?


Quello che resta è probabilmente ciò che vale la pena tenere, che reggerebbe!


🎵 “Running to stand still” – U2 You’re running and you’re running and you’re running away … correre per restare fermi stanca più che fermarsi davvero.
Il tempo che regge, di cui parlo, non ha bisogno di perfezione o che tu sia sempre sul pezzo, ma che tu non molli la tua persona lungo il percorso.

Buona settimana, con un tempo che ti tenga, che regge, non che ti stringa o costringa.


Leti


ps. in questi giorni i miei pensieri e le mie energie sono dedicati alla mia terra, la Sicilia, che come altre regioni sta affrontando eventi sfidanti. Ed è difficile continuare a lavorare, restare concentrati, sapendo che a 1000 km di distanza, amici, conoscenti, conterranei, hanno perso lavoro, case, hanno difficoltà a muoversi e si attivano per rialzarsi. E questo articolo, sul tempo e l'organizzazione che reggono, parte anche da qui. Organizzarsi e muoversi con costanza, affinché si possa andare avanti nonostante tutto.

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© 2021 Letizia De Rosa - Consulente | Formatrice | Assistente Virtuale

Gestione/cura del tempo, organizzazione del lavoro sostenibile 

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